La vita e il pensiero


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  • Biografia di Sossietta Scialla

    Sossietta Scialla, il cui vero cognome era: Vitale, preferì sempre farsi chiamare col cognome del marito. 

    Nata a Marcianise (Caserta), orfana di padre (morì otto giorni prima della sua nascita), è stata una personalità casertana e italiana che più di altre seppe cogliere gli ideali del federalismo europeo e della democrazia paritaria e trasferirli con vigore nel suo impegno di magistero scolastico e nelle attività sociali e politiche, alle quali instancabilmente si dedicava.

    Conferenziera d'eccezione e brillante, seppe far crescere nei suoi colleghi e nei giovani studenti degli istituti di ogni ordine e grado della provincia di Caserta, lo spirito e la sensibilità europeistica, attraverso anche le periodiche celebrazioni della G.E.S. Giornata Europea della Scuola e l'organizzazione di viaggi di studio, per docenti e discenti, alle istituzioni europee di Strasburgo e Bruxelles.

    Dal carattere deciso e sempre cordiale, ella divenne Presidente provinciale di importanti associazioni culturali, fra le quali, l'A.E.D.E. Association Européenn des Enseignants , l'Istituto di Cultura e Formazione Europea e il CIF Centro Italiano Femminile.

    Pur respingendo inviti a candidature politiche, particolare attivismo profuse nel Movimento Femminile della Democrazia Cristiana, sostenendo, con fermezza e decisive azioni politiche, il ruolo delle donne nella società e nelle istituzioni. Seppe, per tanto impegno, sviluppare un'azione sociale e pedagogica che, per molti versi, innovò la cultura casertana di quegli anni, aprendola all'integrazione e all'interculturalismo.

    Nel salotto della propria casa, accolse e ospitò illustri politici europeisti, fra i quali, Altiero Spinelli, Parlamentare europeo e fondatore del Movimento Federalista Europeo; Emilio Colombo, Presidente del Consiglio dei Ministri e Presidente del Parlamento Europeo; Giacinto Bosco, Ministro della Repubblica Italiana e Giudice Generale alla Corte di Giustizia Europea; Paolo Barbi, Parlamentare e Sottosegretario di Stato alla P.I. e molti altri, con i quali approfondì le teorie federaliste.

    Su tre indirizzi (e con forti motivazioni) orientò il proprio impegno pubblico europeista : 1) il federalismo europeo;  2) le diversità culturali;  3) i diritti di parità e la democrazia paritaria. Va preliminarmente evidenziato che ciò che del suo pensiero è oggi già stato elaborato e realizzato - e che, pertanto, per alcuni aspetti, può apparire ovvio - negli anni della sua azione pubblica erano temi discussi e di forte resilienza nel panorama sociale e normativo.

    1) Il pensiero federalista e l'impegno europeista

    Sossietta Scialla, seguendo gli ideali europeistici di Altiero Spinelli, di Ernesto Rossi (anch'egli casertano) e di Eugenio Colorni, si impegnò a divulgare le ragioni del "Manifesto di Ventotene" , apportando alle loro tesi anche qualche personale riflessione, che licenziava in ogni suo discorso. In particolare, Ella sosteneva che fin quando l'Europa sarà priva di una effettiva Costituzione condivisa e di un Governo comune, con legittimità democratica, l'Europa non sarà mai la "casa" degli europei né potrà esserlo se il desiderio di unità nazionale e la determinazione di mantenere l'indipendenza di ogni Stato separato sarà forte negli animi, nelle logiche e nelle pratiche politiche. Una "Europa" fatta solo di autorità e di classi dirigenti che governano secondo le loro visioni e i loro interessi non svilupperà mai quella necessaria "Europa dei popoli" capace di rafforzare la dimensione civile e politica nelle nostre società.

    Sossietta Scialla aggiungeva, poi, che seppur l'avvento di una moneta unica europea - auspicata nel "Manifesto di Ventotene" - avrebbe certamente apportato vantaggi alle attività di consumo e commerciali interne, ammoniva ed esortava quanti ne avessero avuto responsabilità, a considerare che una moneta unica europea avrebbe dovuto rappresentare solo lo strumento (un mezzo) di pagamento non un "principio" sociale sul quale poggiare lo sviluppo di politiche finanziarie e bancarie, in quanto, col tempo, ciò avrebbe fatto emergere, diversamente, le differenze di potere economico e di instabilità fra le nazioni europee, con conseguenze sociali, anche pericolose. "Non sarà possibile conseguire una integrazione economica e monetaria - sosteneva - senza procedere al tempo stesso ad un'integrazione democratica e di identità politica" . " E' vero - aggiungeva - che bisogna uscire dall'anomalia che vede la contrapposizione tra libera circolazione delle persone, dei beni e dei capitali, da un lato, ed il persistere di zone monetarie separate, dall’altro, ma non è assolutamente certo che l’abolizione di tali zone e dei relativi interessi particolaristici porterà ad una maggiore stabilità dell'intero sistema economico europeo ".

    Confermava, pertanto, che la costruzione di una integrazione europea forte e solida avrebbe dovuto poggiare, prima e costantemente, su una azione pedagogica ed educativa che caratterizzasse - maggiormente nel tempo - una coscienza europeistica individuale in ogni cittadino d'Europa e poi politiche economiche e monetarie rigorose e forse dominanti. "L'istruzione e la formazione - insisteva - possono e devono rappresentare lo strumento privilegiato di questa presa di coscienza perché promuovono la dimensione culturale europea, la coesione sociale, il miglioramento della conoscenza delle lingue straniere, la cooperazione e la mobilità".

    2) Dal multiculturalismo all'interculturalismo

    Sossietta Scialla, nei propri interventi e conferenze, soleva ripetere che l’Europa stava diventando anche territorio di enormi flussi migratori e, pertanto, di cambiamenti demografici. "Bisognerà ripensare - aggiungeva - al rapporto tra identità, integrazione ed immigrazione che diviene sempre più estremamente difficile. La tolleranza verso le culture diverse, che era un pilastro della civiltà europea, sta rapidamente perdendo - anno dopo anno - consensi. Spetta, dunque, ai convinti "cittadini europei" confrontarsi con le nuove aperture, che sono anche nuove sfide, innanzitutto culturali, verso i nuovi "fratelli", rilanciando la nuova e comune matrice culturale europea, seppur ricca di tanti particolarismi".

    Al riguardo, Sossietta Scialla sosteneva che al " multiculturalismo"quale sistema sociale evocato nel precedente trascorso ventennio '70 e '80 e che non aveva trovato alcuna efficacia - andava sostituito l' " interculturalismo" quale valore e modello per promuovere l'integrazione delle differenze culturali, la cui dignità e peculiarità devono essere riconosciute e rispettate da tutti. In tale prospettiva - sosteneva - " v'è bisogno di fare i conti con le nostre proprie contraddizioni e di rimuovere le gabbie concettuali che distinguono il "noi" e gli "altri". La necessità, cioè, di interrogarsi sui propri limiti, di confrontarsi per arricchirsi di nuovi elementi e di cambiare senza perdere la propria identità di riferimento presentando impostazioni educative innovative capaci di suscitare il rispetto della diversità e lo spirito di tolleranza nella nuova società europea.

    3) La democrazia paritaria

    Per Sossietta Scialla, la totale parità fra uomini e donne, doveva essere una battaglia di civiltà nonché il rispetto di un elementare principio di giustizia. Soleva ripetere, nei discorsi e negli incontri politici, che l'uguaglianza fra donne e uomini è un diritto fondamentale per tutte e per tutti e rappresenta un valore determinante per la democrazia :  "Le donne non hanno bisogno di nessun aiuto; hanno talento e merito, si impegnano, conoscono il sacrificio, hanno coraggio, intelligenza e passione più che in abbondanza. Non hanno bisogno di nessun aiuto ma chiedono ad alta voce il "rispetto" per i valori, gli ideali e l'impegno che ogni donna offre e porta alla società".

    L'Europa, sotto questo aspetto, chiariva, deve essere la madre della democrazia paritaria , per l’eguaglianza delle opportunità e delle uguali condizioni in ogni campo di attività, a partire dalla rappresentanza politica. In Europa, il divieto di discriminazione tra uomo e donna non deve essere riconosciuto solo legalmente ma deve essere effettivamente esercitato : "...della rimozione degli ostacoli di ogni ordine, civile, politico, sociale ed economico, l 'Europa deve farsene carico, impegnandosi a promuovere viepiù una rappresentanza equilibrata che rafforzi ed arricchisca innanzitutto la democrazia ".

    Sossietta Scialla ha rappresentato molto per le donne e per i giovani negli anni del suo impegno sociale, favorendo ovunque, nell'intero Paese, occasioni per un dibattito culturale europeistico. Chiudeva i propri interventi a conferenze con un invito: "... siano tutte le donne e i giovani, futuri "decisori" di domani, a portare avanti gli ideali europeistici e superare ogni nuovo ostacolo che s'incontrerà per realizzare obiettivi di democrazia e solidarietà fra noi europei".

    A Sossietta Scialla, in occasione della ricorrenza del ventennio dalla sua dipartita, la Seconda Università degli Studi di Napoli - Dipartimento di Scienze Politiche ha voluto dedicare un Seminario di Studi sul tema : "da Ernesto Rossi a Sossietta Scialla, 2014 Quale Europa ?".

    A Sossietta Scialla, quale omaggio, l'Amministrazione Comunale di Caserta, con D.G. n. 80 del 7 maggio 2014, ha intitolato la Sala Convegni del Real Sito Borbonico del Belvedere di San Leucio, sito riconosciuto Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO ed ha autorizzato la posa di una lapide commemorativa sulla facciata dell'edificio in cui visse.

    Dal 2016, l'Istituto di Cultura "Sossietta Scialla", in memoria del suo pensiero, bandisce il Premio "Sossietta Scialla" destinato agli Studenti più meritevoli di ogni ordine e grado, attraverso un concorso letterario nazionale.